Josh Shapiro: Il Governatore Democratico della Pennsylvania che Punta alla Rielezione

HARRISBURG, 19 Gennaio 2026 – Joshua David “Josh” Shapiro, il 48º Governatore della Pennsylvania, ha ufficialmente annunciato la sua candidatura per un secondo mandato nelle elezioni governative del 2026. Democratico moderato ed ebreo osservante, Shapiro è emerso come una delle figure più popolari e influenti del partito, spesso menzionato come un potenziale candidato presidenziale per il 2028. Il suo primo mandato è stato segnato da una forte agenda bipartisan, riforme economiche e una presa di posizione netta contro la pena di morte.
Biografia e Carriera Politica
Nato il 20 giugno 1973 a Kansas City, Missouri, Josh Shapiro è cresciuto a Dresher, nella contea di Montgomery, Pennsylvania. Dopo gli studi all’Università di Rochester e alla Georgetown Law School, ha iniziato la carriera politica come membro della Camera dei Rappresentanti della Pennsylvania dal 2005 al 2012, distinguendosi come abile negoziatore bipartisan. È stato Procuratore Generale dello stato dal 2017 al 2023, ruolo in cui ha guidato la storica inchiesta sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica e ha negoziato un accordo nazionale sugli oppioidi che ha portato circa 900 milioni di euro alla Pennsylvania.
Nel 2022, ha vinto le elezioni a governatore con un ampio margine (56,5%), sconfiggendo il repubblicano ultraconservatore Doug Mastriano. Da governatore, ha firmato come prima legge una misura bipartisan per la prevenzione del cancro al seno e alle ovaie e ha emesso un ordine esecutivo per aprire il 92% dei lavori statali a chi non ha una laurea quadriennale.
Posizioni Chiave e Riforme
Shapiro ha attuato un significativo cambiamento di posizione sulla pena di morte. Da procuratore generale ne aveva sostenuto l’uso per “crimini efferati”, ma da governatore ha annunciato nel 2023 che non firmerà alcun mandato di esecuzione e ha sollecitato l’Assemblea generale ad abolire definitivamente la pena capitale. La sua svolta è stata influenzata dall’incontro con i familiari delle vittime della strage alla sinagoga Tree of Life di Pittsburgh del 2018.
Forte sostenitore di Israele, Shapiro ha tuttavia criticato aspramente l’ex primo ministro Benjamin Netanyahu, definendolo “uno dei peggiori leader di tutti i tempi” e sostenendo una soluzione a due stati. Durante le proteste pro-palestinesi nei campus universitari nel 2024, ha difeso gli studenti ebrei e ha condannato episodi di antisemitismo, spingendo per lo sgombero di un accampamento all’Università della Pennsylvania.
In economia, ha proposto di ridurre l’aliquota dell’imposta sulle società dall’8,99% al 4,99% entro il 2026 e ha investito centinaia di milioni in trasporti pubblici e sviluppo economico.
Fatti Principali
| Categoria | Dettaglio |
|---|---|
| Carica Attuale | 48º Governatore della Pennsylvania (in carica dal 17 Gennaio 2023) |
| Affiliazione Politica | Partito Democratico |
| Nascita | 20 Giugno 1973, Kansas City, Missouri, USA |
| Istruzione | BA in Scienze Politiche (Università di Rochester), JD (Georgetown University) |
| Cariche Precedenti | Procuratore Generale della PA (2017-2023), Commissario Contea di Montgomery (2012-2017), Membro Camera Rappresentanti PA (2005-2012) |
| Posizione Pena di Morte | Sostenitore dell’abolizione. Ha dichiarato una moratoria sulle esecuzioni. |
| Fede | Ebreo Conservatore osservante |
| Famiglia | Sposato con Lori (fidanzata del liceo), quattro figli |
| Status Elettorale 2026 | Candidato alla rielezione come Governatore |
La Campagna per la Rielezione nel 2026
Shapiro ha lanciato ufficialmente la sua campagna per un secondo mandato nel gennaio 2026, partendo da Pittsburgh e Philadelphia. Il suo comitato elettorale ha segnalato di avere a disposizione circa 28 milioni di euro, un record per lo stato. La sua popolarità rimane alta, con sondaggi del 2024 che gli attribuiscono un tasso di approvazione del 59%, incluso il sostegno di un terzo degli elettori di Donald Trump. La sua campagna si concentrerà probabilmente sulla continuazione della sua agenda bipartisan “get stuff done” (fare le cose), sulla crescita economica e sulla difesa delle libertà fondamentali.
Frequently Asked Questions
Perché Josh Shapiro ha cambiato idea sulla pena di morte?
Shapiro ha spiegato che la sua posizione si è evoluta quando, da procuratore generale, ha visto da vicino il “sistema fallibile” della giustizia penale. Un momento cruciale è stato l’incontro con le famiglie delle vittime della strage della sinagoga Tree of Life, che gli hanno espresso il desiderio che l’assassino non fosse giustiziato, ma condannato all’ergastolo. Ha dichiarato di credere che “il Commonwealth non dovrebbe occuparsi di mettere a morte le persone”.
Qual è il suo legame con Israele e la comunità ebraica?
Shapiro è un ebreo osservante e sionista. Ha proposto matrimonio a sua moglie a Gerusalemme. Dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas, ha sostenuto pubblicamente il diritto di Israele a difendersi. Tuttavia, si è distinto per critiche molto dure all’allora premier Netanyahu e per il sostegno a una soluzione a due stati, posizionandosi come una voce equilibrata all’interno del Partito Democratico.
Perché è considerato un potenziale candidato presidenziale per il 2028?
Shapiro governa uno “stato campanello” cruciale (Pennsylvania) ed ha dimostrato di poter attrarre elettori indipendenti e moderati, vincendo in 17 contee nel 2022. La sua retorica bipartisan e la sua elevata popolarità nello stato lo hanno reso un nome ricorrente nelle speculazioni politiche nazionali. Nel 2024 è stato tra i finalisti considerati dalla vicepresidente Kamala Harris come compagno di corsa, prima che la scelta cadesse su Tim Walz.
Quali sono le sue principali realizzazioni come governatore?
Tra i suoi risultati citati ci sono: l’approvazione del più grande investimento di sempre per l’istruzione pubblica in Pennsylvania, la riforma del sistema dei permessi per accelerare i progetti, la riapertura in soli 12 giorni di un tratto crollato dell’autostrada I-95, e l’implementazione della registrazione automatica degli elettori. Ha anche posto il veto a qualsiasi tentativo di limitare il diritto all’aborto nello stato.
