Iran sull’orlo del baratro: repressione sanguinosa e flotta USA nel Golfo

Iran sull’orlo del baratro: repressione sanguinosa e flotta USA nel Golfo

iran news today

ROMA, 28 Gennaio 2026 – L’Iran è immerso nella sua crisi più profonda dagli anni della rivoluzione. Una rivolta popolare scoppiata per il carovita è stata repressa con una violenza inaudita, mentre una massiccia flotta navale statunitense si avvicina alle sue coste. Il presidente Donald Trump minaccia interventi “decisivi”, la Guida Suprema Ali Khamenei accusa Washington di essere il mandante del caos, e il bilancio delle vittime civili, secondo stime indipendenti, potrebbe aver superato le diverse migliaia in pochi giorni.

Un bagno di sangue: le cifre della repressione

Le proteste, partite il 28 dicembre 2025 dallo sciopero dei commercianti del bazar di Teheran, si sono rapidamente trasformate in una sfida generale al regime teocratico, estendendosi a tutte le 31 province. La risposta delle autorità è stata brutale. La rivista Time, citando fonti del ministero della Salute iraniano, ha parlato della possibilità di 30.000 morti in sole 48 ore di repressione. L’ong Human Rights Activists News Agency (Hrana) fornisce stime più conservative ma ugualmente drammatiche: oltre 4.000 morti accertati, con altre 9.000 segnalazioni al vaglio, e circa 29.000 arresti.

Per isolare i manifestanti e impedire la diffusione delle immagini, il regime ha imposto il blackout totale di Internet, il più lungo della storia del Paese, iniziato a gennaio e che potrebbe protrarsi per mesi. Video verificati dalla BBC mostrano ospedali sovraffollati di cadaveri, cecchini sui tetti e forze di sicurezza che sparano sulla folla.

La pressione militare internazionale e le minacce di Trump

Gli Stati Uniti hanno alzato drammaticamente la posta. Il presidente Trump ha dichiarato di aver inviato una “grande armata, più grande di quella in Venezuela”, verso il Medio Oriente. La portaerei USS Abraham Lincoln ha già raggiunto la regione. Fonti citate dal Middle East Eye riferiscono che Washington sta valutando attacchi mirati contro funzionari iraniani di alto livello ritenuti responsabili della repressione, opzioni che potrebbero essere messe in atto già questa settimana.

Trump, pur affermando che la diplomazia resta un’opzione perché “Teheran vuole un accordo”, ha incitato i manifestanti a continuare e ha avvertito: “Se uccidete manifestanti, interverremo“. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha aggiunto che se l’Iran danneggerà Israele, sarà “un errore di troppo”.

La reazione del regime e la crisi economica

La Guida Suprema Ali Khamenei ha ribaltato le accuse, definendo Trump un “criminale responsabile” delle vittime in Iran e sostenendo che le proteste sono una “sedizione istigata dall’America”. Il presidente Masoud Pezeshkian ha riconosciuto le “reali difficoltà economiche” ma ha distinto tra proteste legittime e “rivoltosi”.

Il malcontento affonda le radici in un collasso economico senza precedenti. L’inflazione supera il 40%, il rial si è svalutato a livelli record (oltre 1 milione di rial per 1 dollaro) e le sanzioni internazionali, riattivate (“snapback”) nel settembre 2025 dopo la guerra di 12 giorni con Israele, hanno strangolato il Paese. L’Iran è diventato economicamente dipendente dalla Cina, a cui cede circa il 90% del suo petrolio in una sorta di baratto.

Fatti Chiave della Crisi Iraniana

AspettoDettaglio
Inizio Proteste28 Dicembre 2025 (sciopero del bazar di Teheran)
Vittime stimate (ONG)Oltre 4.000 morti accertati, 9.000 casi al vaglio (Hrana)
ArrestiCirca 29.000 (stime Hrana)
Blackout InternetTotale, in corso da Gennaio 2026
InflazioneOltre il 40%
Dispiegamento USAPortaerei USS Abraham Lincoln e gruppo navale nel Golfo
Posizione UE/ItaliaFarnesina invita gli italiani a lasciare l’Iran. Tajani: “Priorità cessate il fuoco”.

Frequently Asked Questions

Gli Stati Uniti attaccheranno l’Iran?

Il presidente Trump ha tutte le opzioni sul tavolo, inclusi attacchi mirati. Ha però dichiarato di sperare di non dover usare la potenza militare schierata e di essere aperto a un accordo. La decisione non sembra ancora presa, ma la pressione militare è massima.

Il regime degli ayatollah può cadere?

Analisti e rapporti dell’intelligence USA indicano che il governo di Teheran non è mai stato così debole dalla rivoluzione del 1979. Tuttavia, il regime controlla ancora saldamente gli apparati di sicurezza (Pasdaran e Basij). La protesta è ampia ma non esiste un’opposizione organizzata e unita in grado di guidare una transizione.

Chi potrebbe sostituire il regime?

La figura più citata è Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià, in esilio dagli USA. Si propone come figura unitaria per una transizione democratica, ma è osteggiato da altre frange dell’opposizione. Molti analisti temono uno scenario di caos prolungato o un colpo di stato militare.

Qual è la posizione dell’Italia?

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato gli ambasciatori dell’area e ha ribadito l’invito a tutti gli italiani che possono farlo a lasciare immediatamente l’Iran. L’Italia segue la situazione con massima allerta e partecipa alle consultazioni internazionali per una soluzione diplomatica.