Scuole chiuse per maltempo il 28 gennaio 2026: stop in Val Bormida e nel Frusinate

ROMA, 28 Gennaio 2026 – L’Italia affronta l’ultima settimana di gennaio all’insegna del maltempo, con perturbazioni atlantiche che portano nevicate a quote collinari al Nord-Ovest e piogge intense al Centro-Sud. Per garantire la sicurezza di studenti e personale, numerosi sindaci hanno firmato ordinanze di chiusura delle scuole per la giornata di oggi, mercoledì 28 gennaio. Le situazioni più critiche si registrano nell’entroterra ligure e nel basso Lazio.
L’elenco dei comuni con scuole chiuse oggi
In base alle ordinanze emanate dai primi cittadini, le attività didattiche sono sospese per l’intera giornata di mercoledì 28 gennaio 2026 nei seguenti territori:
Liguria (Provincia di Savona – Val Bormida): In questa zona è in vigore l’allerta meteo arancione per neve. Hanno disposto la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado i comuni di Cairo Montenotte, Calizzano, Carcare, Cengio, Cosseria, Dego, Mallare, Millesimo e Roccavignale.
Lazio (Provincia di Frosinone): La preoccupazione principale riguarda il rischio idrogeologico legato alle forti piogge. Le lezioni sono sospese oggi nei comuni di Castelliri, Isola del Liri e Sora.
L’elenco è in costante evoluzione. Sindaci di altre regioni, come Sardegna e Molise dove vige l’allerta arancione, potrebbero emanare provvedimenti analoghi nelle prossime ore. Si consiglia di consultare i siti istituzionali dei Comuni o le pagine social ufficiali per aggiornamenti.
Perché si chiudono le scuole: il sistema delle allerte
La decisione di sospendere le lezioni spetta al sindaco, che valuta la situazione sulla base dei bollettini di criticità emessi dalla Protezione Civile Regionale. Il sistema di allerta utilizza un codice colore per indicare il livello di rischio:
| Livello di Allerta | Significato e Rischi |
|---|---|
| Gialla | Precipitazioni intense. Rischio di piccole frane, innalzamento dei corsi d’acqua, strade interrotte, caduta di rami. |
| Arancione | Fenomeni intensi ed estesi. Serio rischio di esondazioni, frane, smottamenti, danni a cose e persone. Spesso comporta la chiusura precauzionale delle scuole. |
| Rossa | Fenomeni eccezionali. Previsione di danni gravi a edifici, infrastrutture e centri abitati. Chiusura generalizzata di servizi e scuole. |
Regole per studenti e personale scolastico
In caso di chiusura totale della scuola disposta da un’ordinanza sindacale:
- Studenti: Restano a casa. Le giornate perse per maltempo, considerate “cause di forza maggiore”, non devono essere recuperate e non inficiano la validità dell’anno scolastico, anche se il monte ore scende sotto i 200 giorni minimi.
- Personale Docente e ATA: Non devono recarsi a scuola. L’assenza è assimilata al servizio prestato, in quanto l’impossibilità di lavorare è dovuta a cause esterne. Le riunioni programmate (collegi docenti, consigli di classe) vengono rinviate.
- Didattica a Distanza (DAD): Non può essere attivata per chiusure legate al maltempo. Il ricorso alla DAD è previsto dalla normativa solo in casi di emergenza sanitaria, come durante la pandemia da COVID-19.
Frequently Asked Questions
Chi decide se chiudere le scuole per maltempo?
La decisione finale spetta al sindaco del Comune, sulla base delle valutazioni di criticità fornite dalla Protezione Civile regionale e locale. Il primo cittadino valuta la sicurezza della viabilità, lo stato delle strade e il rischio per studenti e personale negli spostamenti.
I giorni persi per maltempo vanno recuperati?
No. Il Ministero dell’Istruzione ha chiarito che le giornate di chiusura per eventi atmosferici straordinari e imprevedibili, come un’allerta meteo che porta il sindaco a chiudere le scuole, sono considerate “cause di forza maggiore”. Pertanto, non devono essere recuperate e non compromettono la validità dell’anno scolastico.
Cosa devono fare i genitori che lavorano?
La chiusura improvvisa delle scuole rappresenta un problema organizzativo per molte famiglie. Non esiste un obbligo legale per i datori di lavoro di concedere permessi retribuiti, ma spesso vengono applicate le disposizioni per le assenze per motivi familiari (congedo parentale) o per smart working, laddove possibile. Si consiglia di concordare per tempo soluzioni alternative con il datore di lavoro.
È vero che i giorni della Merla sono i più freddi dell’anno?
È una credenza popolare senza fondamento scientifico. La tradizione dei “Giorni della Merla” (29, 30 e 31 gennaio) nasce da una leggenda popolare, ma statisticamente i periodi più rigidi possono verificarsi in date diverse. Il maltempo di questi giorni sembra però voler onorare la tradizione.
