Pesca Ricreativa, Rivoluzione UE: Dal 10 Gennaio 2026 Obbligo di App e Registrazione

Pesca Ricreativa, Rivoluzione UE: Dal 10 Gennaio 2026 Obbligo di App e Registrazione

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ROMA, 28 Gennaio 2026 – Una nuova era per i pescatori sportivi e ricreativi italiani è iniziata. Da sabato 10 gennaio 2026, sono ufficialmente entrate in vigore in tutta l’Unione Europea, Italia compresa, le norme del regolamento di controllo della pesca (UE 2023/2842). Il cambiamento epocale introduce per la prima volta l’obbligo di registrazione e la dichiarazione in tempo reale delle catture per i pescatori non professionisti, attraverso l’applicazione mobile “RecFishing”. L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni comunitarie è proteggere gli stock ittici e migliorare la raccolta dati, ma il provvedimento sta sollevando un ampio dibattito e non poche perplessità nel mondo della pesca nazionale.

Il Nuovo Quadro Normativo

Il regolamento, approvato a novembre 2023 e integrato da un regolamento di esecuzione nel febbraio 2025, mira a uniformare a livello europeo il monitoraggio della pesca ricreativa in mare. Fino allo scorso anno, le regole variavano notevolmente da Stato a Stato: alcune nazioni richiedevano una licenza, altre solo comunicazioni facoltative. Ora, tutti i pescatori che intendono catturare specie soggette a quote o misure di conservazione dovranno obbligatoriamente registrarsi e dichiarare ogni singola cattura, anche in caso di rilascio (catch & release).

Fatti Chiave: Cosa Cambia dal 10 Gennaio 2026

AspettoNuova Regola
RegistrazioneObbligatoria per i pescatori ricreativi che catturano specie regolamentate (es. spigola, merluzzi, tonno rosso).
Dichiarazione CattureObbligo di dichiarare in tempo reale tramite l’app “RecFishing”, anche per i pesci rilasciati.
Specie Interessate (2026)Spigola, merluzzi, pollack, tonno rosso. L’elenco può essere aggiornato annualmente dalla Commissione UE.
Controlli e SanzioniVerifiche in mare e a terra da parte di Capitaneria e Guardia Costiera. Sono previste sanzioni armonizzate a livello UE per le infrazioni gravi.
Limiti di CatturaRimangono validi i limiti nazionali su taglie minime e quantità giornaliere.

Le Polemiche e le Critiche del Settore

Nonostante gli intenti di sostenibilità, il nuovo sistema è accolto con scetticismo da molte associazioni di pescatori. Durante la consultazione pubblica che ha preceduto il decreto, su 1.157 pareri accettati, 957 si sono espressi come “esplicitamente sfavorevoli”. Le critiche principali vertono sull’applicabilità pratica e sull’efficacia reale della misura.

Molti pescatori sottolineano l’assurdità di dover dichiarare un pesce rilasciato, un atto su cui è praticamente impossibile effettuare un controllo. “Già mi vedo con le mani occupate con la canna, il guadino, lo slamatore tra i denti e il cellulare che traballa e cade tra gli scogli”, commenta un utente in una discussione online. Altri evidenziano il rischio di creare un ulteriore peso burocratico che potrebbe scoraggiare l’attività, specialmente per i pescatori più anziani o meno avvezzi alla tecnologia.

Il collettivo dei pescatori ricreativi (COPERE) sta valutando azioni normative per contrastare il provvedimento, mentre in rete circolano hashtag di protesta come #boycottsolidairepeche. La preoccupazione è che queste norme, unite ai continui tagli alle quote di pesca imposti dall’UE (come quelli recentemente raccomandati dalla FAO per nasello, gambero viola e triglia), stiano soffocando la tradizione della pesca ricreativa, trasformandola da attività accessibile a tutti in un complesso sistema di tracciamento.

Il Contesto Italiano: Una Tradizione sotto Pressione

L’Italia, con i suoi oltre 7.000 km di costa, ha una radicata cultura della pesca sportiva. La nuova normativa europea si inserisce in un quadro già complesso, caratterizzato da regolamenti regionali differenziati per le acque interne (come quelli dettagliati per il Friuli Venezia Giulia, il Veneto o la laguna di Caorle) e da una lunga crisi del settore della pesca professionale mediterranea.

Critiche forti arrivano anche dal mondo professionale. Il CIRSPE (Centro Italiano Ricerche e Studi sulla Pesca) ha recentemente denunciato come le raccomandazioni della FAO chiedano ulteriori drastiche riduzioni delle catture (fino all’81% per il gambero viola in alcune zone) nonostante i dati sugli stock ittici del Mediterraneo mostrino segnali di miglioramento. Una politica, secondo il centro studi, che rischia di peggiorare la già difficile condizione socioeconomica dei pescatori italiani.

Frequently Asked Questions

Chi deve registrarsi obbligatoriamente?

Tutti i pescatori ricreativi che intendono catturare specie ittiche soggette a misure di conservazione dell’UE. La lista per il 2026 include spigola, merluzzi, pollack e tonno rosso. L’elenco è soggetto a revisione annuale.

Cosa succede se pesco solo per rilasciare il pesce (catch & release)?

Secondo il regolamento, anche il catch & release deve essere dichiarato tramite l’app RecFishing. Tuttavia, questa è una delle disposizioni più contestate, poiché risulta di difficile controllo per le autorità.

Le vecchie licenze di pesca regionali sono ancora valide?

Sì, le licenze e i tesserini regionali per la pesca nelle acque interne (fiumi, laghi) rimangono obbligatori e distinti dalla nuova registrazione UE, che riguarda esclusivamente la pesca in mare per le specie elencate.

Quali sono le sanzioni per chi non rispetta le nuove regole?

Il regolamento prevede sanzioni amministrative armonizzate a livello europeo per le infrazioni gravi. Le multe specifiche saranno applicate in base alla legislazione nazionale italiana.