Poliomielite: tra eradicazione globale e nuove sfide, l’Italia resta vigilante

Poliomielite: tra eradicazione globale e nuove sfide, l’Italia resta vigilante

polio

ROMA, 28 Gennaio 2026 – A più di vent’anni dalla certificazione di “paese polio-free”, l’Italia mantiene un sistema di sorveglianza attivo sulla poliomielite, mentre la comunità internazionale affronta focolai complessi in aree di crisi come Gaza. La malattia, sconfitta in gran parte del mondo grazie ai vaccini, dimostra come il calo delle coperture vaccinali possa favorire il ritorno di patologie considerate debellate.

Lo status in Italia e in Europa

L’Italia non registra casi di poliomielite da virus selvaggio da oltre quarant’anni. L’ultimo caso endemico risale al 1982 e il paese è stato ufficialmente certificato “polio-free” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità il 21 giugno 2002. La vaccinazione antipolio, resa obbligatoria nel 1966, utilizza il vaccino inattivato (IPV) per via intramuscolare, che garantisce un’elevata sicurezza. Tuttavia, la sorveglianza ambientale ha rilevato tracce del virus nelle acque reflue di alcune città europee, tra cui in Germania, segnalando una circolazione silenziosa. Analoghe segnalazioni sono arrivate negli scorsi anni da New York e Londra, a dimostrazione della necessità di mantenere alte le difese immunitarie della popolazione.

Dati Chiave e Contesto Globale

AspettoDettaglio
Status ItaliaCertificata polio-free dal 2002. Ultimo caso endemico: 1982. Vaccino obbligatorio (IPV) dal 1966.
Status AfricaDichiarata libera dalla polio il 3 settembre 2020.
SorveglianzaIn Italia è attiva la sorveglianza per le paralisi flaccide acute (PFA).
Sintomi ComuniFebbre, stanchezza, vomito, mal di testa, rigidità nucale, dolori muscolari. La paralisi colpisce circa l’1% degli infetti.
VacciniIPV (inattivato, per iniezione) e OPV (orale, vivo attenuato). L’OPV è usato nelle campagne di massa.

La crisi umanitaria e la campagna vaccinale a Gaza

La situazione più critica a livello internazionale rimane la Striscia di Gaza. Il conflitto ha interrotto i servizi sanitari di routine, facendo crollare la copertura vaccinale antipolio, stimata all’86% prima delle ostilità. Per rispondere al rischio di un focolaio, è stata lanciata una campagna di vaccinazione di massa supportata da OMS e UNICEF. L’obiettivo iniziale era raggiungere oltre 640.000 bambini sotto i 10 anni con il nuovo vaccino orale antipolio di tipo 2 (nOPV2). I dati di ottobre 2024 indicavano che oltre 440.000 bambini erano stati vaccinati con successo in un ciclo. Tuttavia, intensi bombardamenti, sfollamenti di massa e la mancanza di accesso alle aree settentrionali della Striscia hanno gravemente rallentato e in parte costretto al rinvio delle attività, lasciando migliaia di bambini vulnerabili.

Frequently Asked Questions

L’Italia è a rischio poliomielite?

Il rischio per la popolazione italiana è estremamente basso grazie all’elevata copertura vaccinale obbligatoria. La vigilanza resta alta per identificare tempestivamente eventuali casi importati o circolazione del virus derivato da vaccino.

Perché la polio è ricomparsa a Gaza?

La ricomparsa del virus in aree precedentemente libere è direttamente collegata al collasso dei sistemi sanitari a causa del conflitto. Le campagne di vaccinazione di routine si sono interrotte, creando una larga fascia di popolazione infantile suscettibile e permettendo al virus di ritrovare una catena di trasmissione.

Qual è la differenza tra i vaccini IPV e OPV?

L’IPV (vaccino inattivato) è somministrato per iniezione, è molto sicuro e protegge l’individuo dalla malattia. L’OPV (vaccino orale vivo attenuato) viene somministrato per via orale, costa meno, induce un’immunità intestinale che blocca la trasmissione del virus selvaggio ed è quindi lo strumento preferito nelle campagne di eradicazione in aree endemiche o a rischio focolaio.