Burkina Faso: Il Paese degli Uomini Integri tra Storia, Povertà e la Nuova Svolta Autoritaria

Burkina Faso: Il Paese degli Uomini Integri tra Storia, Povertà e la Nuova Svolta Autoritaria

burkina faso

Dall’Alto Volta coloniale al Burkina Faso di Thomas Sankara, fino alla giunta militare che oggi scioglie tutti i partiti. Un viaggio in uno degli Stati più poveri del mondo, crocevia di instabilità nel Sahel e di una “rifondazione” che cancella la democrazia formale.

Mappa del Burkina Faso
Il Burkina Faso, Stato senza sbocco al mare nell’Africa occidentale.

Un Colpo di Stato Permanente: La Fine del Sistema dei Partiti

In una mossa che segna un punto di non ritorno, il Consiglio dei Ministri del Burkina Faso, guidato dal capitano Ibrahim Traoré, ha adottato un decreto che scioglie tutti i partiti e i gruppi politici del Paese. L’annuncio, dato il 30 gennaio 2026, abroga il quadro giuridico che regolava l’attività politica multipartitica.

Il ministro degli Interni, Emile Zerbo, ha giustificato la decisione affermando che la proliferazione dei partiti “promuove la divisione tra i cittadini” ed è stata caratterizzata da “abusi diffusi e disfunzioni”. Il governo, in carica dal colpo di stato del 2022, parla di questa misura come parte di uno sforzo più ampio per “ricostruire lo Stato” e portare avanti la “Rivoluzione popolare progressista”.

Questa decisione consolida ulteriormente il potere della giunta militare e cancella di fatto l’ultima parvenza di pluralismo politico formale, spingendo il Paese verso un modello di governo apertamente autoritario.

Profilo del Paese: Dati e Contesti

Per comprendere la portata degli eventi attuali, è essenziale conoscere il contesto storico e socio-economico del Burkina Faso.

Burkina Faso – Scheda Paese
Nome UfficialeBurkina Faso
CapitaleOuagadougou (circa 1.150.000 abitanti, stima 2005)
Forma di GovernoRepubblica (attualmente sotto giunta militare)
Indipendenza5 agosto 1960 (dalla Francia)
Nome PrecedenteAlto Volta (fino al 1984)
EconomiaBasata su agricoltura e allevamento (cotone, canna da zucchero). Industria poco sviluppata. L’ONU lo include tra i 25 Stati più poveri al mondo.
Storia ColonialeOccupato dalla Francia tra il 1896 e il 1901, entrò a far parte dell’Africa Occidentale Francese. Nel 1958 divenne una colonia autonoma col nome di Alto Volta.

La Storia: Dall’Alto Volta al Burkina di Sankara

Il percorso del Paese verso l’indipendenza fu comune a molte ex-colonie francesi. Ottenuta la piena sovranità nel 1960, l’Alto Volta ha vissuto decenni di instabilità, segnati da colpi di stato militari.

La svolta simbolica più importante avvenne nel 1983 con l’ascesa al potere di Thomas Sankara. Il giovane capitano, nato il 21 dicembre 1949, ribattezzò il Paese “Burkina Faso”, che significa “la terra degli uomini integri” in more e dioula. La sua rivoluzione progressista, volta all’autosufficienza, alla lotta alla corruzione e all’emancipazione femminile, lo rese un’icona popolare in Africa e oltre. Il suo assassinio nel 1987, durante un colpo di stato organizzato dal suo compagno d’armi Blaise Compaoré, chiuse bruscamente quell’esperienza.

Un’Economia in Lotta

Le sfide del Burkina Faso sono prima di tutto economiche. Come confermato dalle fonti storiche, la sua economia si basa principalmente su un’agricoltura di sussistenza e sulla coltivazione del cotone, esposta alla volatilità dei prezzi globali e agli shock climatici. La mancanza di sbocchi al mare, l’arretratezza delle infrastrutture e la bassa industrializzazione lo rendono fortemente dipendente dagli aiuti internazionali. Lo sviluppo è ulteriormente frenato dall’instabilità cronica e, negli ultimi anni, dalla minaccia jihadista.

Il Contesto Attuale: Giunta, Jihad e Alleanze Regionali

La giunta del capitano Traoré è salita al potere nel settembre 2022, rovesciando un’altra giunta militare insediatasi solo otto mesi prima. Il pretesto, comune a colpi di stato recenti nel Sahel (Mali, Niger), è stato l’incapacità del governo precedente di contrastare l’avanzata dei gruppi jihadisti affiliati ad Al-Qaeda e allo Stato Islamico.

Da allora, il Burkina Faso ha stretto legami sempre più stretti con il Mali e il Niger, formando nel 2024 l’Alleanza degli Stati del Sahel (AES). Questa alleanza, nata con promesse di un esercito e una moneta comune, ha finora mostrato scarsi risultati concreti sul piano dell’integrazione, ma ha segnato una netta rottura con i partner tradizionali occidentali, in particolare la Francia, e un avvicinamento alla Russia.

Lo scioglimento dei partiti si inserisce in questo quadro di “rifondazione” autoritaria, dove la lotta al terrorismo e la necessità di unità nazionale vengono invocate per giustificare la concentrazione di tutti i poteri nelle mani dei militari.

Reazioni e Prospettive

La mossa della giunta non ha sorpreso molti osservatori, ma ne ha confermato le tendenze. I commenti pubblici e le analisi sottolineano come la storia del Burkina Faso sia segnata da instabilità politica e colpi di stato, e come “le soluzioni autoritarie raramente portino a una pace e prosperità durature”.

Nel breve termine, il Paese sembra destinato a un ulteriore isolamento internazionale, sebbene mantenga alcuni canali di cooperazione, come dimostra il recente rilancio del dialogo culturale con la Germania. La vera sfida rimane la sicurezza: nonostante la retorica bellicosa della giunta, gli attacchi jihadisti nelle campagne e le uccisioni di civili continuano, mentre la crisi umanitaria si aggrava con milioni di sfollati interni.

FAQ – Burkina Faso

Che cosa significa “Burkina Faso”?

Significa “la terra degli uomini integri”. Il nome fu scelto nel 1984 dal presidente rivoluzionario Thomas Sankara, unendo parole delle due lingue principali: “burkinabè” (uomo integro) in more e “faso” (patria) in dioula.

Perché la giunta ha sciolto tutti i partiti?

Il governo militare guidato da Ibrahim Traoré, con un decreto del 30 gennaio 2026, ha motivato la decisione affermando che il sistema multipartitico promuove divisioni e disfunzioni. La mossa è presentata come un passo necessario per “ricostruire lo Stato”.

Il Burkina Faso è un Paese ricco?

No. L’ONU lo classifica tra i 25 Stati più poveri al mondo. La sua economia è fragile, basata su un’agricoltura vulnerabile e con un’industria poco sviluppata. È fortemente dipendente dagli aiuti internazionali.

Chi governa oggi il Burkina Faso?

Dal colpo di stato del settembre 2022, il Paese è governato da una giunta militare guidata dal capitano Ibrahim Traoré. Il governo ha espulso le truppe francesi e si è avvicinato alla Russia.

Qual è la capitale?

La capitale è Ouagadougou. È di gran lunga la città più grande del Paese, con una popolazione che supera il milione di abitanti.