Corte Suprema USA: bocciati i dazi di Trump basati sull’IEEPA

Corte Suprema USA: bocciati i dazi di Trump basati sull’IEEPA

supreme court tariff ruling

Roma, 14 Gennaio 2026 – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una sentenza storica, dichiarando illegittimi i dazi tariffari imposti dall’amministrazione Trump nel 2025 sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). La decisione, presa con una maggioranza di 6-3, rafforza il ruolo del Congresso nella politica commerciale e apre la strada a rimborsi miliardari per le imprese importatrici.

Il contesto della sentenza

La controversia riguardava l’uso da parte del presidente Donald Trump dell’IEEPA, una legge del 1977 pensata per emergenze di sicurezza nazionale, per imporre tariffe generalizzate su importazioni da paesi come Cina, Canada, Messico e Unione Europea. I tribunali inferiori avevano già espresso scetticismo, sostenendo che solo il Congresso potesse autorizzare tali misure senza una delega esplicita. La Corte Suprema ha confermato questa interpretazione, argomentando che l’IEEPA non conferisce al presidente il potere di imporre dazi indiscriminati, anche in caso di deficit commerciale.

La sentenza ha sottolineato che decisioni di tale portata economica richiedono una chiara autorizzazione legislativa, richiamando il principio costituzionale della separazione dei poteri. Il presidente Trump aveva giustificato i dazi come risposta a emergenze economiche, ma la Corte ha ritenuto che il deficit commerciale statunitense non costituisse una minaccia “insolita e straordinaria”.

Implicazioni economiche e geopolitiche

La decisione avrà ripercussioni significative sull’economia globale. L’amministrazione Trump aveva raccolto oltre 200 miliardi di dollari in entrate tariffarie dal 2025, ma ora potrebbe dover restituire gran parte di queste somme alle imprese colpite. Gli esperti prevedono un impatto positivo sui mercati azionari, con benefici per settori come la vendita al dettaglio e l’elettronica, ma anche un possibile aumento dell’inflazione negli Stati Uniti a causa della rimozione delle barriere.

A livello geopolitico, la sentenza rafforza la posizione negoziale dell’Unione Europea e di altri partner commerciali, che avevano contestato i dazi come unilaterali. Tuttavia, l’amministrazione potrebbe ricorrere ad altre normative, come la Sezione 232 del Trade Expansion Act, per reintrodurre misure simili, sebbene con procedure più lunghe.

Fatti chiave sui dazi

AspettoDettagli
Entrate totali dal 2025Oltre 200 miliardi di dollari
Dazi colpiti dalla sentenza10% generalizzato, 25% su Cina/Canada/Messico, fino al 39% su UE
Paesi interessatiCina, Canada, Messico, Unione Europea, altri partner globali
Impatto previsto sui rimborsiFino a 150-200 miliardi di dollari per imprese

Domande frequenti

Cosa significa questa sentenza per le imprese italiane?

Le aziende italiane esportatrici negli Stati Uniti potrebbero beneficiare di minori costi doganali e possibili rimborsi per dazi pagati indebitamente. Tuttavia, eventuali nuove tariffe potrebbero essere introdotte con altre basi legali, quindi è consigliabile monitorare gli sviluppi.

La sentenza chiude definitivamente la guerra commerciale di Trump?

Non necessariamente. L’amministrazione potrebbe utilizzare strumenti alternativi come la Sezione 232 per proteggere settori strategici, ma la decisione limita l’uso unilaterale dei poteri emergenziali per dazi generalizzati.

Quali sono i prossimi passi per i rimborsi?

Le imprese direttamente coinvolte nel caso possono richiedere rimborsi immediati, mentre altre dovranno seguire procedure amministrative. La complessità potrebbe ritardare i pagamenti, ma la sentenza apre la strada a contenziosi.