CPI Inflation Rate: L’Inflazione Rallenta a Gennaio 2026, Mercati in Fermento

CPI Inflation Rate: L’Inflazione Rallenta a Gennaio 2026, Mercati in Fermento

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Oggi, venerdì 13 febbraio 2026, i dati globali sul Consumer Price Index (CPI) delineano un quadro di cauto ottimismo per l’economia mondiale. Con l’inflazione statunitense che scende ai minimi da otto mesi, gli investitori guardano con rinnovata speranza alle prossime mosse delle banche centrali.

Cos’è il CPI e come viene calcolato

L’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) è l’indicatore statistico principale utilizzato per misurare l’inflazione. Esso monitora la variazione temporale dei prezzi di un “paniere” fisso di beni e servizi acquistati dalle famiglie medie. In Italia, l’ISTAT distingue tra diversi indici, come il NIC (per l’intera collettività) e il FOI (per le famiglie di operai e impiegati), focalizzandosi sulla variazione “pura” dei prezzi piuttosto che sul semplice costo della vita.

Specifiche Tecniche dell’Indicatore

ParametroDescrizione
Frequenza di rilascioMensile
Componenti principaliAlimentari, Energia, Abitazione, Trasporti, Sanità, Istruzione
Core CPIEsclude le componenti volatili (Alimentari ed Energia)
Anno BasePeriodo di riferimento standardizzato (solitamente posto a 100)

Ultimi Dati: Il Report di Gennaio 2026

Secondo i dati rilasciati dal Bureau of Labor Statistics (BLS) proprio oggi, 13 febbraio 2026, l’inflazione annuale negli Stati Uniti è scesa al 2,4% nel mese di gennaio. Si tratta di un dato inferiore alle aspettative del mercato, che prevedeva un tasso del 2,5%, segnando il livello più basso dal maggio dello scorso anno.

  • Variazione Mensile: Il CPI principale è aumentato dello 0,2% rispetto a dicembre 2025.
  • Core Inflation: L’inflazione core è scesa ai minimi dall’inizio del 2021, fornendo alla Federal Reserve (Fed) il “margine di manovra” necessario per valutare eventuali tagli dei tassi di interesse.
  • Situazione Svizzera: Anche in Europa si registrano segnali di stabilità; a gennaio 2026, i prezzi al consumo in Svizzera sono aumentati solo dello 0,1% su base annua.

L’Impatto sui Mercati e il Potere d’Acquisto

La reazione delle borse è stata immediata. L’S&P 500 si è stabilizzato dopo la pubblicazione dei dati, mentre il Nikkei in Giappone ha mostrato una forte spinta, influenzato anche da fattori politici interni come la vittoria di Sanae Takaichi. Nonostante il rallentamento dell’inflazione, il dibattito pubblico in Italia rimane acceso: sebbene l’occupazione sia salita a 24 milioni di unità, il recupero del potere d’acquisto dei salari dopo due anni di forte contrazione rimane una sfida centrale per il 2026.

Prospettive per il 2026

Gli analisti prevedono che, se il trend di raffreddamento dovesse continuare, la Fed potrebbe procedere con tagli dei tassi più decisi entro la fine dell’anno. Tuttavia, l’inflazione dei servizi e la crescita salariale rimangono variabili monitorate con estrema attenzione per evitare una nuova fiammata dei prezzi.

Domande Frequenti (FAQ)

Qual è la differenza tra CPI e Core CPI?

Il CPI misura la variazione dei prezzi di tutti i beni nel paniere, mentre il Core CPI esclude i prodotti alimentari ed energetici, i cui prezzi tendono a oscillare violentemente a causa di fattori stagionali o geopolitici.

Perché il dato di oggi è considerato una “sorpresa positiva”?

Perché il 2,4% registrato a gennaio 2026 è inferiore al 2,5% previsto dal consenso degli analisti (Dow Jones), suggerendo che le politiche monetarie restrittive stiano finalmente stabilizzando i prezzi senza innescare una recessione profonda.

Come influisce l’inflazione sul mio risparmio?

L’inflazione riduce il potere d’acquisto del denaro. Se il tasso di inflazione è superiore al rendimento dei tuoi risparmi in banca, il valore reale del tuo capitale diminuisce nel tempo.

Quali sono le previsioni per l’Italia nel 2026?

I documenti di economia e finanza regionale (DEFR) indicano un graduale recupero del potere d’acquisto nel corso del 2026, supportato da una produzione industriale che ha chiuso il 2025 con un segno positivo (+3,20% a dicembre).