Jared Kushner: l’ascesa del genero-imprenditore tra Casa Bianca, affari sauditi e diplomazia ombra

ROMA, 22 Gennaio 2026 – Imprenditore immobiliare, ex consigliere senior di Donald Trump e ora fondatore di un fondo di private equity finanziato in larga parte dai petromonarchie del Golfo. Jared Kushner, marito di Ivanka Trump, incarna forse più di chiunque altro l’intreccio tra affari, politica e relazioni familiari che caratterizza l’era Trump. Dopo un formale allontanamento dalla scena pubblica, è riemerso come negoziatore chiave nei dossier più caldi, dal Medio Oriente all’Ucraina, sollevando pesanti interrogativi su conflitti di interesse e influenza straniera.
Dall’impero immobiliare alla Casa Bianca
Nato a Livingston, New Jersey, il 10 gennaio 1981 in una famiglia ebraica ortodossa, Jared Kushner si laurea ad Harvard e assume le redini dell’azienda di famiglia, la Kushner Companies, dopo che il padre Charles viene condannato per frode fiscale e manomissione di testimoni nel 2005 (e in seguito graziato da Trump nel 2020). Negli anni costruisce un portafoglio immobiliare miliardario a New York. Nel 2006 acquista il New York Observer. La sua vita cambia con il matrimonio con Ivanka Trump nel 2009 e l’ingresso in politica al fianco del suocero.
L’architetto della campagna digitale e degli Accordi di Abramo
Kushner, da democratico convertito, diventa l’architetto della campagna digitale di Donald Trump nel 2016, gestendo il “Project Alamo”. Dopo la vittoria, viene nominato Senior Advisor alla Casa Bianca (2017-2021). Il suo maggiore successo politico è la mediazione degli Accordi di Abramo nel 2020, che normalizzarono le relazioni tra Israele ed Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Sudan e Marocco.
Affinity Partners: il fondo finanziato dall’Arabia Saudita
Subito dopo la fine del primo mandato Trump, nel 2021, Kushner fonda a Miami Affinity Partners, una società di private equity. Nonostante le perplessità dei consulenti, il fondo sovrano saudita (Public Investment Fund) investe 2 miliardi di dollari nell’impresa, a cui si aggiungono fondi da Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Il fondo ha investito in società israeliane, in energia solare e, nel 2025, ha co-guidato l’acquisizione da 55 miliardi di dollari del colosso dei videogiochi Electronic Arts insieme al PIF saudita.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Nascita | 10 Gennaio 1981, Livingston, New Jersey, USA |
| Ruolo Politico | Senior Advisor del Presidente Trump (2017-2021) |
| Successo Diplomatico | Architetto degli Accordi di Abramo (2020) |
| Attività Imprenditoriale | Fondatore di Affinity Partners (2021) |
| Investimento Principale | 2 miliardi di dollari dal fondo sovrano saudita (PIF) |
| Patrimonio Stimato (con Ivanka) | Tra 240 e 740 milioni di dollari |
Il ritorno come negoziatore ombra (2025-2026)
Pur avendo dichiarato di volersi tenere lontano da incarichi ufficiali nel secondo mandato Trump, Kushner è riemerso nell’agosto 2025. Insieme all’imprenditore Steve Witkoff e all’ex premier Tony Blair, ha presentato alla Casa Bianca un piano in venti punti per Gaza. È stato quindi inviato a Sharm el-Sheikh per negoziare direttamente con Hamas, con l’ordine di non lasciare l’Egitto senza un accordo. Il suo metodo, da lui stesso definito, mette da parte la storia per concentrarsi sugli affari: “Non parlate di storia” è il suo mantra. Successivamente, insieme a Witkoff, è stato coinvolto in trattative per un piano di pace in Ucraina, incontrando anche Vladimir Putin a Mosca.
I mega-progetti immobiliari nei Balcani
Parallelamente all’attività diplomatica, Affinity Partners sta portando avanti ambiziosi progetti immobiliari in Serbia e Albania, spesso su terreni di proprietà statale. A Belgrado, punta a riqualificare l’edificio dell’ex Ministero della Difesa jugoslavo, bombardato nel 1999, con un investimento di circa 500 milioni di dollari. In Albania, ha ottenuto l’approvazione per un resort di lusso da 1,4 miliardi di dollari sull’isola di Sazan, un’ex base militare. Le trattative, mediate dall’ex inviato di Trump Richard Grenell, hanno sollevato accuse di opacità e conflitto di interessi da parte delle opposizioni locali.
Controversie e inchieste del Senato USA
Il rapido investimento saudita in Affinity Partners, unito al continuo ruolo di Kushner come consigliere informale di Trump, ha attirato le attenzioni della Commissione Finanze del Senato, a guida democratica. Un’indagine ha rilevato che, fino al 2024, il fondo aveva incassato 157 milioni di dollari in commissioni (di cui 87 milioni dall’Arabia Saudita) senza aver ancora generato ritorni per gli investitori. I senatori hanno sollevato il sospetto che i finanziamenti stranieri possano essere finalizzati ad acquistare influenza politica. È stata sollecitata un’indagine del Dipartimento di Giustizia per verificare se Kushner abbia agito come agente straniero non registrato.
Frequently Asked Questions
Qual è il patrimonio di Jared Kushner?
Le dichiarazioni finanziarie indicano che Jared Kushner e sua moglie Ivanka Trump possiedono un patrimonio compreso tra 240 e 740 milioni di dollari, derivante da investimenti immobiliari, il fondo Affinity Partners e una collezione d’arte di valore.
Perché l’investimento saudita in Affinity Partners è controverso?
L’investimento di 2 miliardi di dollari dal fondo sovrano saudita è arrivato solo sei mesi dopo che Kushner ha lasciato la Casa Bianca, dove aveva strenuamente difeso il principe ereditario Mohammed bin Salman. Gli esperti di etica vedono in questo un potenziale conflitto di interessi e una possibile “ricompensa” per favori politici.
Che ruolo ha Kushner nella seconda amministrazione Trump?
Ufficialmente, non ha alcun incarico. Tuttavia, fonti di Reuters e altri media indicano che fornisce consulenza informale sulla strategia mediorientale, aiuta nella selezione delle nomine e agisce come negoziatore in missioni delicate, come i colloqui per il cessate il fuoco a Gaza e i tentativi di mediazione in Ucraina.
Cosa ha detto Kushner sul futuro di Gaza?
In un’intervista all’Università di Harvard nel febbraio 2024, Kushner ha definito le proprietà sul lungomare di Gaza “molto preziose” e ha affermato che, dal punto di vista israeliano, bisognerebbe “trasferire la gente e poi ripulire tutto”, anticipando di fatto la retorica della “riviera” usata poi da Trump.
