Mark Rutte: dal record di longevità all’Aia alla guida della NATO

Mark Rutte: dal record di longevità all’Aia alla guida della NATO

mark rutte

ROMA, 27 Gennaio 2026 – Con quasi quindici anni consecutivi alla guida dei Paesi Bassi, Mark Rutte si è ritagliato un posto di primo piano nella storia politica europea. Oggi, a distanza di oltre un anno dal suo insediamento, il pragmatico liberale olandese guida la NATO in un contesto internazionale segnato dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni con la Russia e dalla ridefinizione del legame transatlantico. Un passaggio che vede “Teflon Mark”, soprannome guadagnato per la sua capacità di sopravvivere alle crisi, affrontare le sfide più complesse della sicurezza globale.

Dalla storia alla politica: l’ascesa di un liberale

Nato all’Aia il 14 febbraio 1967, Mark Rutte ha intrapreso un percorso atipico. Dopo una laurea in Storia all’Università di Leida e una carriera manageriale in Unilever, è entrato in politica con il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD). La sua scalata è stata rapida: Segretario di Stato nel 2002, leader del partito nel 2006 e, infine, Primo Ministro dal 14 ottobre 2010. Il suo governo di coalizione con l’Appello Cristiano Democratico (CDA), sostenuto esternamente dal partito di Geert Wilders (PVV), segnò il ritorno di un liberale alla guida del paese dopo 92 anni.

La sua longevità politica – è stato il primo ministro olandese in carica più a lungo della storia – è stata caratterizzata da una spiccata abilità nel costruire coalizioni eterogenee e nel negoziare, qualità che gli sono valse la fama di “mago del consenso”. Ha guidato quattro governi diversi, superando scandali come quello degli aiuti familiari del 2021 e crisi politiche, fino alle dimissioni nel luglio 2023, causate da divergenze insormontabili sulla gestione della migrazione.

Il passaggio alla NATO: priorità e sfide

Dopo aver annunciato il ritiro dalla politica nazionale, Rutte si è candidato con successo alla segreteria generale della NATO, ruolo che ha assunto ufficialmente il 1° ottobre 2024, succedendo al norvegese Jens Stoltenberg. La sua nomina, sostenuta da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania, ha superato le iniziali resistenze di Ungheria, Turchia e Romania.

Fin dal suo discorso inaugurale, Rutte ha delineato tre priorità chiare per il suo mandato: garantire una difesa collettiva forte e credibile; aumentare il supporto all’Ucraina e avvicinarla all’Alleanza; rafforzare le partnership, in primis con l’Unione Europea. In un’intervista a ottobre 2024, dichiarò di non essere preoccupato per le elezioni presidenziali statunitensi, affermando di poter lavorare sia con un’eventuale rieletta Kamala Harris che con un ritorno di Donald Trump, con cui ha già avuto modo di interfacciarsi in passato.

Fatti Chiave: La Carriera di Mark Rutte

AspettoDettaglio
Nascita e Formazione14 febbraio 1967, L’Aia. Laurea in Storia all’Università di Leida (1992).
Carriera Politica NazionalePrimo Ministro dei Paesi Bassi dal 14 ottobre 2010 al 2 luglio 2024. Leader del VVD (2006-2023). Guidò quattro governi di coalizione.
Ruolo Attuale14° Segretario Generale della NATO, in carica dal 1° ottobre 2024.
Soprannome e Stile“Teflon Mark” per la resilienza agli scandali. Pragmatico, abile negoziatore, fautore di politiche fiscali rigorose.
Posizioni InternazionaliLeader dei “Paesi Frugali” in UE. Forte sostenitore dell’Ucraina. Sostiene l’aumento della spesa difensiva dei membri NATO.

La prospettiva italiana e le sfide future

L’avvicendamento da Stoltenberg a Rutte è stato osservato con attenzione in Italia. Analisti di geopolitica hanno sottolineato come Rutte, rispetto al predecessore, mostri una maggiore consapevolezza delle minacce provenienti dal Mediterraneo allargato, un tema caro a Roma. Tuttavia, persiste la preoccupazione che l’enfasi del Segretario Generale sull’obiettivo quantitativo del 2% del PIL per la difesa (ora spinto verso il 5% entro il 2035) possa svantaggiare paesi come l’Italia, che contribuiscono in modo significativo in termini assoluti e di impiego operativo.

Le sfide che Rutte si trova ad affrontare sono monumentali: mantenere l’unità dell’Alleanza a 32 membri di fronte alla guerra in Ucraina; gestire le relazioni con una Russia sempre più assertiva e con una Cina in ascesa; rafforzare il pilastro europeo della difesa senza creare duplicazioni con la NATO; e, non da ultimo, preservare il legame transatlantico in uno scenario geopolitico in rapida evoluzione. La sua esperienza di costruttore di coalizioni sarà messa alla prova come mai prima.

Frequently Asked Questions

Perché Mark Rutte è chiamato “Teflon Mark”?

Il soprannome “Teflon Mark” gli è stato attribuito dalla stampa per la sua capacità di uscire indenne da numerose crisi politiche e scandali durante la sua lunga premiership nei Paesi Bassi, come se le critiche “scivolassero via” senza intaccare la sua posizione.

Quali sono i rapporti di Rutte con Donald Trump?

Rutte ha lavorato con Trump durante la sua prima presidenza ed è noto per aver stabilito con lui un rapporto di lavoro pragmatico, a volte definito “di adulazione strategica”. Ha pubblicamente riconosciuto che le pressioni di Trump hanno spinto gli alleati europei ad aumentare la spesa per la difesa. Rutte ha dichiarato di essere pronto a collaborare con lui qualora dovesse tornare alla Casa Bianca.

Come ha influito la sua esperienza olandese sul ruolo alla NATO?

La lunghissima esperienza nel formare governi di coalizione in un sistema politico frammentato come quello olandese è considerata la sua risorsa principale. La capacità di mediare, trovare compromessi e tenere insieme alleanze eterogenee è vista come una competenza cruciale per guidare la NATO, un’alleanza che decide per consenso unanime tra 32 membri.