Minneapolis, ucciso l’infermiere Alex Pretti: i video smentiscono la versione ufficiale dell’ICE

MINNEAPOLIS, 27 Gennaio 2026 – La morte di Alex Jeffrey Pretti, infermiere statunitense di 37 anni, ucciso da colpi d’arma da fuoco esplosi da agenti federali dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) a Minneapolis il 24 gennaio, continua a scatenare proteste e un profondo dibattito nazionale. Mentre il Dipartimento per la Sicurezza Interna sostiene che Pretti fosse armato e minaccioso, l’analisi di numerosi video girati da passanti sembra raccontare una storia diversa: l’uomo aveva in mano un telefono, non una pistola, e stava cercando di aiutare una donna spintonata a terra.
La dinamica dell’incidente
Intorno alle 9:00 di sabato 24 gennaio, in Nicollet Avenue a Minneapolis, agenti della Border Patrol (dipartimento dell’ICE) conducevano un’operazione anti-immigrazione. Alex Pretti, presente come osservatore e manifestante, stava filmando la scena con il suo cellulare. I video mostrano un agente che spinge due manifestanti donne. Pretti interviene, mettendo un braccio intorno alle spalle di una di loro per sostenerla. Quando l’agente spinge violentemente a terra la seconda donna, Pretti si china per aiutarla a rialzarsi. In quel momento, un agente spruzza spray urticante sul suo volto.
Ne segue una colluttazione. Le immagini mostrano un agente che, chinatosi sul corpo di Pretti a terra, si allontana impugnando una pistola, molto probabilmente quella che Pretti – in possesso di regolare porto d’armi – portava in fondina, nascosta sotto i vestiti come consentito dalla legge del Minnesota. Subito dopo, si sente un agente urlare “Ha un’arma”. È a questo punto, quando Pretti sembra non avere più il controllo della pistola, che gli agenti estraggono le armi e sparano. Nei video si sentono almeno 10 colpi in 5 secondi. Pretti, colpito più volte al torace e alla schiena, muore sul posto.
Chi era Alex Jeffrey Pretti
Nato in Illinois, Pretti viveva a Minneapolis ed era un infermiere specializzato in terapia intensiva presso il sistema sanitario per veterani (VA Medical Center). Ex studente dell’Università del Minnesota, non aveva precedenti penali significativi, solo multe per divieto di sosta. Amici e familiari lo descrivono come una persona dal profondo senso di giustizia, turbata dalla politica repressiva sull’immigrazione dell’amministrazione Trump. Possedeva legalmente una pistola semiautomatica Sig Sauer P320, ma i video lo ritraggono con un telefono in mano fino agli istanti precedenti la sparatoria.
Due versioni a confronto
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna, guidato da Kristi Noem, ha dichiarato che Pretti “ha attaccato quegli agenti, aveva un’arma con sé… e voleva fare del male”. La versione ufficiale parla di legittima difesa.
Al contrario, l’analisi dettagliata dei video condotta dal New York Times e le testimonianze oculari raccolte da media come il Guardian e Il Fatto Quotidiano dipingono un quadro opposto. Una testimone ha dichiarato all’ANSA: “Non l’ho visto con una pistola. L’hanno buttato a terra e hanno iniziato a sparargli… Stava solo cercando di aiutare”. Un medico sul posto ha aggiunto che inizialmente gli agenti gli impedirono di prestare soccorso a Pretti.
Reazioni e proteste
La morte di Pretti, terzo episodio grave che coinvolge l’ICE a Minneapolis in un mese (dopo l’uccisione di Renee Nicole Good e il ferimento di un altro cittadino), ha innescato una nuova ondata di proteste. Il governatore democratico del Minnesota, Tim Walz, ha attaccato frontalmente l’amministrazione Trump: “Non ci si può fidare del governo federale per condurre questa indagine. Se ne occuperà lo Stato”. Ha chiesto il ritiro degli agenti federali dalla città.
I genitori di Pretti, Michael e Susan, hanno accusato l’amministrazione di diffondere “bugie nauseanti, riprovevoli e disgustose” sul loro figlio. Nel frattempo, una raccolta fondi online per la famiglia ha superato i 700.000 dollari (circa 650.000 euro). Anche diverse star dello sport americano, come Tyrese Haliburton (NBA) e Ryan Clark (NFL), hanno espresso condanna e solidarietà.
Il contesto politico esplosivo
L’episodio si inserisce in un contesto di forte tensione tra l’amministrazione Trump, che ha inasprito le politiche migratorie, e città come Minneapolis, da tempo al centro dell’attenzione del presidente. Secondo analisi politiche, Trump avrebbe un'”ossessione” per lo stato del Minnesota, roccaforte democratica con una lunga storia di accoglienza immigratoria, ora messa in crisi. La comunità di Minneapolis aveva risposto alle retate dell’ICE organizzando gruppi di “osservatori legali” per filmare le operazioni, ruolo che sembra aver svolto anche Pretti.
Dati Chiave
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Vittima | Alex Jeffrey Pretti, 37 anni, infermiere di terapia intensiva. |
| Data e Luogo | 24 Gennaio 2026, Nicollet Avenue, Minneapolis, Minnesota (USA). |
| Agenti coinvolti | United States Border Patrol (agenzia dell’ICE). |
| Versione Ufficiale (DHS) | Pretti era armato, ha opposto resistenza, gli agenti hanno sparato in legittima difesa. |
| Versioni Video/Testimoni | Pretti era disarmato (aveva un telefono), stava aiutando una donna, è stato colpito dopo essere stato disarmato. |
| Colpi esplosi | Almeno 10 in 5 secondi (da analisi video). |
| Reazioni | Proteste a Minneapolis e altre città. Scontro politico tra Governatore Walz e amministrazione Trump. Raccolta fondi familiare >650.000 €. |
Domande Frequenti
Alex Pretti era armato?
Possedeva legalmente una pistola semiautomatica con regolare porto d’armi. Tuttavia, l’analisi dei video multipli dell’incidente mostra che negli istanti critici prima della sparatoria teneva in mano un telefono cellulare, non l’arma. La pistola gli è stata sottratta da un agente durante la colluttazione, prima che partissero i colpi.
Cosa mostrano esattamente i video?
I video, verificati da testate come Reuters e il New York Times, mostrano Pretti mentre filma gli agenti, interviene per aiutare due donne spintonate, viene colpito da spray urticante, viene afferrato e gettato a terra. Dopo che un agente gli ha sottratto la pistola dalla fondina, altri agenti sparano numerosi colpi contro di lui mentre è a terra.
Qual è la posizione del governo del Minnesota?
Il governatore Tim Walz ha condannato fermamente l’azione, definendola “orribile”, e ha annunciato che lo stato condurrà una propria indagine indipendente, dichiarando di non fidarsi del governo federale. Ha pubblicamente chiesto al presidente Trump di ritirare le forze federali dell’ICE dal Minnesota.
Questo è un episodio isolato?
No. L’uccisione di Pretti è la terza in un mese a Minneapolis che coinvolge agenti federali. Il 7 gennaio, l’agente ICE aveva ucciso la manifestante Renee Nicole Good. Pochi giorni dopo, un altro cittadino era rimasto ferito da colpi d’arma da fuoco. La città è teatro di uno scontro sempre più acceso sulla politica migratoria.
