Pentagono in allerta: la Cina accelera verso lo status di superpotenza militare, Taiwan nel mirino

ROMA, 24 Gennaio 2026 – La competizione strategica tra Stati Uniti e Cina si intensifica, con Washington che lancia avvertimenti sempre più netti sulle ambizioni militari di Pechino. Il Segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, ha definito la minaccia cinese “reale e potenzialmente imminente”, puntando i riflettori sullo Stretto di Taiwan e sull’intera regione Indo-Pacifico. L’allarme, lanciato nel corso del 2025, trova conferma nell’ultimo rapporto annuale del Pentagono, che delinea una Cina in rapida ascesa militare, con obiettivi ambiziosi per il 2027 e il 2035.
L’allarme di Singapore: “Taiwan a rischio, la Cina vuole dominare l’Asia”
Intervenuto al forum sulla sicurezza Shangri-La Dialogue di Singapore nel maggio 2025, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth non ha usato mezzi termini. “La Cina si sta preparando in modo chiaro e credibile a usare potenzialmente la forza militare per alterare l’equilibrio di potere nella regione”, ha dichiarato Hegseth, aggiungendo che Pechino “spera di dominare e controllare l’Asia”. Riferendosi a Taiwan, ha affermato che un attacco militare cinese “potrebbe essere imminente” e avrebbe “effetti devastanti”. Hegseth ha anche citato rapporti dell’intelligence secondo cui il Presidente cinese Xi Jinping avrebbe ordinato al suo esercito di essere pronto a invadere l’isola entro il 2027.
La fotografia del Pentagono: un dragone in corsa
Il rapporto annuale del Dipartimento della Difesa USA sulle capacità militari cinesi, pubblicato a dicembre 2025, fornisce i dati concreti dietro gli avvertimenti. Il documento dipinge il quadro di una potenza che sta accelerando la sua modernizzazione su tutti i fronti: convenzionale, nucleare, spaziale e cibernetico.
Dati Chiave: L’Espansione Militare Cinese
| Capacità | Obiettivo / Stima Pentagono |
|---|---|
| Portaerei | Piano per 9 unità operative entro il 2035 (attualmente 3). |
| Arsenale Nucleare | Oltre 600 testate stimate nel 2024; potrebbe superare le 1.000 entro il 2030. |
| Spesa Militare | Stimata tra 330 e 450 miliardi di dollari (2024), superiore al bilancio ufficiale. |
| Tecnologie Emergenti | Forte spinta su Intelligenza Artificiale, Quantum, Cyber e droni. |
| Scenari su Taiwan | Il 2027 indicato come orizzonte critico per la prontezza operativa. Studio di 4 opzioni: coercizione, attacco a fuoco, blocco, invasione. |
Taiwan, il banco di prova
Il rapporto identifica chiaramente Taiwan come il fulcro della pianificazione militare cinese. Pechino sta affinando diverse opzioni, dalla coercizione sotto la soglia del conflitto a un’invasione anfibia su larga scala. Le frequenti e massicce esercitazioni militari nello Stretto, come la “Justice Mission 2025” di dicembre, sono viste come prove operative per rendere credibile la minaccia. La capacità di colpire basi USA nella regione complicherebbe notevolmente un eventuale intervento americano.
Fragilità interne e risposta di Pechino
Accanto alla potenza, il Pentagono evidenzia anche vulnerabilità. Le epurazioni anticorruzione che hanno colpito oltre 15 alti ufficiali, specialmente nella forza missilistica, potrebbero aver rallentato i progressi verso gli obiettivi del 2027. Pechino ha respinto con forza le accuse USA. Il portavoce degli Esteri cinese, Lin Jian, ha bollato il rapporto come “pieno di pregiudizi” e una scusa per mantenere l’egemonia militare americana, definendo i discorsi di Hegseth “pieni di provocazioni e istigazioni”.
Il contesto strategico in evoluzione
La pubblicazione del rapporto si inserisce in un periodo di tensioni commerciali intermittenti tra Washington e Pechino, con annunci di dazi reciproci (fino al 100% su alcuni software da parte USA) e dispute sull’accesso alle terre rare. Nel frattempo, l’amministrazione Trump ha ribadito il suo impegno nell’Indo-Pacifico, esortando gli alleati regionali ad aumentare significativamente la spesa per la difesa, prendendo a esempio gli impegni europei della NATO. Una nuova Strategia di Difesa Nazionale USA, attesa per il 2026, sembra segnare un’ulteriore svolta, dando priorità alla difesa della patria e dell’emisfero occidentale, pur mantenendo la dissuasione della Cina nel Pacifico come obiettivo cruciale.
Frequently Asked Questions
Perché il 2027 è una data così citata per Taiwan?
Il 2027 non è una data fissa per un’invasione, ma un traguardo di modernizzazione militare stabilito dalla Cina stessa. Rappresenta il 100° anniversario della fondazione dell’Esercito Popolare di Liberazione. Il Pentagono ritiene che, raggiunta quella soglia di prontezza, Pechino avrà credibilmente l’opzione militare per imporre la riunificazione con Taiwan, aumentando il rischio di crisi.
Gli Stati Uniti difenderanno Taiwan in caso di attacco?
La politica degli Stati Uniti è basata sull'”ambiguità strategica”. Washington si impegna a fornire a Taiwan i mezzi per difendersi (con vendite di armi) e afferma di essere contrario a qualsiasi cambiamento dello status quo con la forza. Tuttavia, non ha un trattato di difesa formale con l’isola come con il Giappone o le Filippine. Un intervento militare diretto non è automatico, ma una possibilità che la Cina deve calcolare.
La Cina supererà militarmente gli Stati Uniti?
Secondo il rapporto del Pentagono, la Cina sta colmando rapidamente il divario in diverse aree specifiche (come alcuni missili e capacità costiere) e sta costruendo una forza in grado di sfidare gli USA nella regione Indo-Pacifico. Tuttavia, gli Stati Uniti mantengono vantaggi globali in termini di proiezione di potenza, alleanze, esperienza combattiva e, per ora, tecnologia d’avanguardia. La competizione è sistemica e di lungo periodo.
